L’ultima scoperta del 2020 riguarda un gruppo di isole dell’Alaska che secondo gli studi in corso da parte dei geologi, sembra far parte di un sistema vulcanico interconnesso che si trova proprio nel Parco Nazionale di Yellowstone.
Un nuovo studio di John Power dell’US Geological Survey presso l’Alaska Observatory , https://www.researchgate.net/scientific-contributions/J-A-Power-73887313 ha infatti fornito prove di una “grande caldera precedentemente non identificata” lungo la catena delle isole Aleutine, chiamato le Quattro Isole della Montagna. La presunta caldera è sfuggita alla scoperta per così tanto tempo perché  oscurata dall’oceano e da sedimenti relativamente recenti.
Secondo Diana Roman, coautrice dello studio e vulcanologa presso il Carnegie Institute of Science di Washingtonhttps://dtm.carnegiescience.edu/people/diana-c-roman ,le prove sono state raccolte analizzando una varietà di dati: la composizione dei depositi geologici, i cambiamenti nella regione nel tempo, le emissioni di gas e le misurazioni della gravità che indicano la densità delle rocce.
Abbiamo raschiato sotto i cuscini del divano per i dati“, ha detto la Roman, riferendosi alla difficoltà di studiare un luogo così remoto. “Ma tutto ciò che guardiamo è allineato con una caldera in questa regione.”

La batimetria per l'area delle Isole dei Quattro Monti, basata su sondaggi di profondità raccolti a metà del XX secolo. Credito: Hélène Le Mével.La batimetria per l’area delle Isole dei Quattro Monti, basata su sondaggi di profondità raccolti a metà del XX secolo.
Credito: Hélène Le Mével.

 

Strato vulcani ravvicinati

Ricercatori provenienti da diverse istituzioni e discipline hanno studiato il Monte Cleveland, il vulcano più attivo del gruppo, cercando di capire la natura delle Isole dei Quattro Monti. Hanno raccolto prove che dimostrano che le isole potrebbero appartenere a una caldera interconnessa.

L’enorme ammasso è costituito infatti da sei strato vulcani ravvicinati: Cleveland, Carlisle, Herbert, Cagamil, Tana e Uliaga. Delle sei montagne, Cleveland è stata la più attiva negli ultimi due decenni, generando nuvole di cenere che raggiungono altezze da 4,5 a 10 chilometri.

Come è noto infatti, le caldere sono gigantesche camere sotterranee piene di magma che hanno causato alcune delle eruzioni più catastrofiche nella storia del nostro pianeta.

La Caldera di Yellowstone è diventata una delle più famose per le sue dimensioni e il potenziale pericolo. Se inizia a eruttare, riverserà lava calda su un’area di 48-64 km. Tali eruzioni possono anche portare alla formazione di abbondanti quantità di cenere che possono cambiare il clima sia in una particolare regione che in tutto il mondo.

Una possibile caldera in Alaska non rappresenta un imminente pericolo, ci sono infatti molti super vulcani nel mondo che sono rimasti inattivi per decine di migliaia di anni. Tuttavia, questa è potenzialmente una scoperta molto importante: secondo AGU, il gigantesco sistema interconnesso di vulcani potrebbe causare “gravi problemi globali” in futuro.

Secondo l‘US Geological Survey, la sospensione trasportata dal vento di particelle di zolfo e cenere leggera, si diffonderà in tutto il pianeta e probabilmente causerà “un notevole calo della temperatura sulla Terra“.

di Monica Ellini