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Coronavirus, le mutazioni del SARS-Cov2 potrebbero aiutare lo stesso virus a eludere il vaccino

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Secondo un interessante articolo apparso su CNN, sono due le nuove varianti che sembrano rendere il virus più facilmente trasmissibile e potrebbero ostacolare tutti gli sforzi fatti con il vaccino Covid19 attualmente in uso.

La prima variante, identificata in Gran Bretagna e ora in diverse parti del mondo non dovrebbe secondo i ricercatori, rendere inefficace il vaccino, ma una seconda variante identificata per la prima volta in Sud Africa, potrebbe comportare dei cambiamenti che favorirebbero il virus a sfuggire all’ immunità offerta dai vaccini attualmente utilizzati.

Il ruolo della proteina Spike

I vaccini attuali prendono di mira la proteina spike, il veicolo utilizzato dal virus per entrare nelle cellule umane e attaccarle.
Il Dr. Buddy Creech, specialista in malattie infettive pediatriche  presso il Vanderbilt University Medical Center sostiene che “questa proteina sembra essere così importante da essere sempre in mostra e ha senso che il nostro sistema immunitario si concentri su questa importante parte del virus”.
Sembrerebbe infatti che tutti i vaccini mirino ad “addestrare” il corpo a riconoscere “quella bandiera” e ad attaccarla, secondo il Dr. Creech.
Il virus come il SARS-CoV-2, e i virus dell’influenza, i cui geni sono scritti nell’RNA, tendono mutare molte volte.Le sole mutazioni che coinvolgono la proteina spike infatti sono più di 4000 e queste mutazioni creano quasi sempre un difetto svantaggioso per il virus che non sopravvive. In alcuni casi questo cambiamento può rivelarsi un vantaggio per il virus, ad esempio perché lo rende resistente ad un farmaco efficace. Il ceppo originale dunque non puó sopravvivere all’effetto del farmaco, mentre quello resistente sì.

Quindi i virus mutati si propagano molto meglio dei virus tradizionali.

Potrebbero esserci mutazioni nella proteina spike che la cambiano in un modo che i nostri anticorpi non saranno così buoni. Non l’abbiamo ancora visto accadere“, ha detto Creech alla CNN.
La variante identificata per la prima volta in Sud Africa è tuttavia più preoccupante. Ha mutazioni in un punto particolare della proteina spike che influenzano la capacità del sistema immunitario di neutralizzare il virus.
Diversi studi hanno scoperto che le mutazioni possono ridurre l’attività di neutralizzazione fino a 10 volte.
 Mentre la mutazione potrebbe sventare gli anticorpi concentrati su quel particolare tratto della proteina spike, non influenzerà gli anticorpi addestrati a cercare altre parti del virus. “È analogo a una chiave e un lucchetto. Se il lucchetto cambia, forse la chiave non può entrare” ha detto Scott Hensley, esperto di immunologia e biologia molecolare presso l’Università della Pennsylvania.
Questo perché le persone di solito producono più di un tipo di anticorpo contro un virus.
Il sistema immunitario umano è complicato ed è probabile che la maggior parte di noi abbia anticorpi contro bersagli multipli.
È probabile che queste varianti non avranno un enorme effetto sulla risposta al vaccino”.
 ha detto Hensley alla CNN. Il microbiologo Jesse Bloom dell’Università di Washington e i suoi colleghi hanno prove sufficientemente valide per pensare che sia proprio così.
In alcuni individui le mutazioni hanno permesso al virus di sfuggire ai cosiddetti anticorpi neutralizzanti, che impediscono al virus di entrare nelle cellule. Ma nel siero del sangue prelevato da altri, anche il virus mutante è stato sopraffatto dalla varietà di anticorpi prodotti.
Il nuovo ceppo Covid in Giappone

In Giappone nel frattempo, é stato identificato un nuovo ceppo di Covid in alcuni passeggeri sul volo dal Brasile a Tokyo

Le autorità hanno allertato l’OMS sulla nuova variante del coronavirus.I quattro passeggeri sono atterrati all’aeroporto di Haneda a Tokyo sabato 2 gennaio dal Brasile e sono risultati positivi al Covid, riferisce Nikkei Asia. Tutti loro sono stati detenuti nella quarantena dell’aeroporto.Tre di loro hanno sviluppato sintomi che includevano difficoltà respiratorie, febbre e mal di gola.

 Il National Institute of Infectious Diseases (NIID) giapponese ha confermato che si trattava della variante mutata. Il Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare ha segnalato il nuovo ceppo all’OMS. Non ci sono ancora informazioni sufficienti a stabilire se la mutazione sia resistente ai vaccini attualmente in uso in tutto il mondo.

di Monica Ellini

https://youtu.be/RAShO9zsVuU