Il vulcano Etna, dopo il parossismo dei giorni precedenti, apre la sua spettacolare attività vulcanica con nuove eruzioni stromboliane dal cratere di Sud Est.

Alle 9.30 di ieri mattina, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell’ Osservatorio Etneo, comunica ufficialmente:

“Le condizioni meteo non consentono un’osservazione continua del fenomeno in atto. Dal punto di vista sismico, l’ampiezza media del tremore vulcanico presenta valori alti. La posizione del centroide delle sorgenti del tremore risulta localizzata nell’area del Cratere di SE. Anche l’attività infrasonica risulta parecchio sostenuta, gli eventi risultano localizzati al cratere di SE.”

Eruzione del vulcano Kilauea

Insieme all’Etna, anche il vulcano Kilauea sull’isola maggiore delle Hawaii, regala una spettacolare eruzione. L’’Istituto geofisico statunitense US Geological Survey, che studia il territorio, ha reso noto che l’eruzione è iniziata domenica all’interno del cratere Halema’uma’u.

Anche un sisma magnitudo 4.4 è stato registrato circa un’ora dopo l’inizio della fase eruttiva. Il National Weather Service ha diramato un’allerta relativa alla ricaduta di cenere , in quanto attesa a causa dei venti, nella zona sudoccidentale nel Distretto di Kau nella Wood Valley, a Pahala, a Naalehu e Ocean View.

Da novembre le scosse sismiche sono aumentate, tanto che le stazioni hanno registrato una media di 480 eventi superficiali e di bassa magnitudo a settimana. Il 2 dicembre è stata segnalata una deformazione del terreno sulla cima del Kilauea, con relativo sciame sismico, mentre il 17 i sismografi hanno rilevato un incremento di segnali al di sotto della sommità del vulcano, attribuito all’ attività magmatica.

Eruzione del Kamchatka

Una spettacolare esplosione vulcanica del Kamchatka (Russia) si è verificata oggi, come riportato dall‘Osservatorio Vulcanologico KVERT e da VolcanoDiscovery.
Un pennacchio di cenere è salito a un’altitudine di 16.000 piedi (4.876 m) formando una regione ombrello relativamente grande nella parte superiore della colonna eruttiva.

Poche ore dopo, un’altra forte esplosione rilevata dal Volcanic Ash Advisory Center (VAAC) di Tokyo, ha prodotto uno spettacolare pennacchio di cenere che si innalza fino a 28.000 piedi (8.500 m) di altitudine e si estende per circa 130 km a sud-est del vulcano.
L’incandescenza continua a essere osservata nel cratere identificato nei dati satellitari.

Tripletta di eventi astronomici negli stessi giorni

Le eruzioni di questi due grandi vulcani e i sismi, coincidono con la tripletta di eventi astronomici del 21 dicembre, che inizia con il manifestarsi di un fenomeno che non si verificava da ben 400 anni: durante il solstizio d’inverno Giove e Saturno si sono avvicinati come nel lontano 1623, ai tempi di Keplero e di Galileo.

l fenomeno, battezzato “La Stella di Natale”, con molta probabilità fu lo stesso che si verificò di fronte ai Re Magi, nella Notte Santa dei Vangeli. Perché non si parla di “cometa” ma di “stella”. A darle il titolo di cometa fu Giotto che affrescando la scena dell’Adorazione dei Magi, raffigurò una cometa, perché egli stesso aveva probabilmente assistito al della cometa di Halley e ispirandosi evidentemente a quella visione.

di Monica Ellini