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Faglia di Sant’Andrea: un elevato accumulo di energia attraversa la California

La California ha una storia di piccoli terremoti che precedono eventi grandi e catastrofici. Uno studio ha dimostrato che la faglia di Sant'Andrea ha accumulato nel corso di questi anni un'energia sufficiente a scatenare un imminente e violento terremoto di magnitudo 7 o superiore.

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Negli ultimi 30 giorni, la California è stata scossa da un infinità di terremoti: un sisma di magnitudo 5.1, 10 terremoti tra 4.0 e 5.0, 75 terremoti tra 3.0 e 4.0 e 501 terremoti tra 2.0 e 3.0.

Ci sono stati anche 5310 terremoti al di sotto della magnitudo 2.0. Il terremoto più rilevante è stato registrato a Esmeralda County, 25 km a sud di Mina (Nevada) 4 settimane fa, mentre il terremoto più grande di oggi è stato rilevato 29 km a nord di Barstow,  a San Bernardino County , California, qualche ora fa.

La California ha una storia di piccoli terremoti che precedono eventi grandi e catastrofici. L’ultimo “Big One” della California meridionale, di magnitudo 7,8 nel 1857, si è verificato sulla faglia di Sant’Andrea dopo essere stato preceduto da terremoti più piccoli, all’estremità settentrionale della faglia meridionale ,nella contea di Monterey.

Tremori lungo la faglia

Secondo un recente studio presentato dalla University of Southern California, e pubblicato da Science  Advance, i noti tremori lungo il famigerato segmento della faglia di Sant’ Andrea in California, sembrano essere causati da instabilità termica causata dal taglio da attrito che si verifica molto più in profondità nella Terra di quanto pensassero gli scienziati.  Lo studio finanziato dalla National Science Foundation prende in esame la meccanica dei “temblor” dal basso verso l’alto, anzichè dall’alto verso il basso, con particolare attenzione alle rocce sotterranee, all’attrito e ai fluidi. Secondo Sylvain Barbot dell’ USC, “la maggior parte della sismicità della California ha origine nelle sue prime 10 miglia della crosta, ma alcuni tremori si verificano molto più in profondità”.Secondo i ricercatori, i risultati sono molto importanti  perché aiutano a procedere per comprendere “come e dove” è probabile che si verifichino i terremoti, insieme alle forze che innescano i tremori.

Placche tettoniche si incontrano

I ricercatori hanno anche osservato che, al termine di un grande terremoto, le placche tettoniche che si incontrano al confine della faglia, si stabiliscono in una fase di avvicinamento. Per periodi di tempo che durano da settimane a mesi, scivolano l’uno sull’altro lentamente, provocando poco disturbo alla superficie.https://youtu.be/YGTv4XdZhko

Il movimento lento non esenta però dai problemi ulteriori che si verificano durante questo processo. A poco a poco infatti, il movimento il substrato roccioso della Terra e i numerosi pezzi di granito, genera calore causato dall’attrito e quando il calore aumenta oltre i 650 gradi Fahrenheit, le rocce diventano meno solide e molto più fluide.

“Ciò porta a un processo incontrollato chiamato instabilità termica, in cui le rocce indebolite si muovono l’una accanto all’altra sempre più rapidamente, provocando alla fine un terremoto”.

In un articolo apparso sul Los Angeles Time, l’ultimo sciame sismico registrato dall’Us Geological Survey nel 2016, ha suscitato particolare preoccupazione tra gli esperti. Una preoccupazione che ha convinto i funzionari di San Bernardino a chiudere il municipio per due giorni vista la scarsa sicurezza sismica di quel tempo. Non si è verificato però nessun terremoto.

Big One

La Faglia di Sant’Andrea è una faglia pericolosa in grado di scatenare il temuto “Big One. Uno studio del geofisico Yuri Fialko, dello Scripps Institute of Oceanography, ha dimostrato che la faglia di Sant’Andrea ha accumulato nel corso di questi anni un’energia sufficiente a scatenare un imminente e violento terremoto di magnitudo 7 o superiore. Un tale terremoto provocherebbe forti scosse quasi simultaneamente nelle contee di Los Angeles, Orange, Riverside, San Bernardino, Kern e Ventura.

L’energia che si è accumulata a causa dello slittamento delle placche avrebbe dovuto causare negli ultimi 250 anni un movimento complessivo di circa 7 metri lungo il segmento meridionale della faglia. Se questo fosse accaduto l’energia avrebbe potuto liberarsi a piccole dosi attraverso terremoti di intensità minore. Dato che ciò non è avvenuto e che questa pressione non può essere accumulata all’infinito, c’è da aspettarsi che quando l’energia verrà completamente liberata in un colpo solo, l’effetto sarà devastante.

Secondo una simulazione USGS chiamata ShakeOut, un grande terremoto di magnitudo 7.8 , potrebbe uccidere 1.800 persone e ferirne 5.000 e ostacolare economicamente la regione per un intera generazione.

Le previsioni su quando effettivamente ciò avverrà non possono naturalmente, essere fatte con certezza.

di Monica Ellini