Il livello del Mar Mediterraneo sta aumentando velocemente a causa del riscaldamento globale. Le proiezioni dell’ENEA stimano migliaia di km quadrati di aree costiere italiane a rischio entro il 2100.

In assenza di interventi di mitigazione, queste terre rischiano di essere sommerse dal mare. L’ innalzamento del Mediterraneo riguarda tutte le regioni italiane bagnate dal mare. Con i dati raccolti, é stata stimata un’estensione totale a rischio inondazione per le coste italiane di 5.686,4 km quadrati, pari a una regione grande come la Liguria.

Nei prossimi anni Venezia e Napoli potrebbero avere le conseguenze peggiori. Secondo i dati infatti i picchi dell’innalzamento del livello del mare si dovrebbero registrare a Venezia, Napoli Cagliari , Palermo e Brindisi .
Ma non solo. Sembrano essere a rischio anche altre aree:

una vasta area nord adriatica tra Trieste, Venezia e Ravenna;
la foce del Pescara, del Sangro e del Tronto in Abruzzo; l’area di Lesina (Foggia) e di Taranto in Puglia;
La Spezia in Liguria, tratti della Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, Marina di Campo sull’Isola d’Elba e le aree di Grosseto e di Albinia in Toscana;
la piana Pontina, di Fondi e la foce del Tevere nel Lazio;
la piana del Volturno e del Sele in Campania;
l’area di Cagliari, Oristano, Fertilia, Orosei, Colostrai (Muravera) e di Nodigheddu, Pilo, Platamona e Valledoria (Sassari), di Porto Pollo e di Lido del Sole (Olbia) in Sardegna;
Metaponto in Basilicata;
Granelli (Siracusa), Noto (Siracusa), Pantano Logarini (Ragusa) e le aree di Trapani e Marsala in Sicilia;
Gioia Tauro (Reggio Calabria) e Santa Eufemia (Catanzaro) in Calabria.

“Siamo consapevoli non di quello che accadrà ma di quello che sta accadendo”, dice Antonio Capacchione, presidente del Sindacato balneari Sib-Fipe-Confcommercio, “l’innalzamento dei mari e il cambiamento climatico non sono ipotesi scientifiche ma un fatto”.