Un numero di 49 siti del patrimonio mondiale sono a rischio, a causa dell’innalzamento del livello del mare, in particolar modo nel Mediterraneo, se il livello del mare continua ad aumentare ancora, il rischio di violente mareggiate potrebbe aumentare sensibilmente. Questi siti potrebbero venir colpiti a causa della loro posizione molto esposta“, riferisce  Lena Reimann per spiegare i risultati dello studio in esame.

Al fine di rendersi conto dei rischi effettivi, un team di ricerca ha messo a punto un “database spaziale”che include i diversi siti UNESCO situati  nella zona costiera del Mediterraneo.

I dati dello studio

Lo studio include la posizione e la forma dei siti in esame, il tipo di patrimonio, la distanza dalla costa e la sua posizione in ambiente rurale o urbano. Utilizzando questo database e simulazioni di modelli di inondazioni, prendendo in considerazione vari scenari di innalzamento del livello del mare, siamo stati in grado di sviluppare indici: l’indice per il rischio di alluvione e per il rischio di erosione“, spiega Lena Reimann.  Secondo il professor Vafeidis, non si puó escludere un innalzamento del livello del mare entro il 2100, a causa dello scioglimento delle calotte polari.

Inoltre, tale scenario è abbastanza rilevante dal punto di vista della gestione del rischio, dal momento che una probabilità del 5% in questo contesto non è bassa.”.  Lena Reimann sostiene con fermezza, la necessità urgente di azione e adattamento, insieme a l’elaborazione di misure per contrastare l’aumento del rischio.

L’esempio di queste misure si sta realizzando a Venezia attraverso il progetto MOSE: grazie all’installazione di barriere mobili che vengono poste nelle insenature lagunari, la città viene protetta dall’acqua fino ad un innalzamento di 3 m dal livello attuale.