La magnetosfera terrestre è in continuo mutamento, e funziona come uno scudo invisibile che protegge la Terra dalle dannose radiazioni del vento solare. La sue origine è ancora in parte sconosciuta, ma è associata ai campi elettrici generati dal movimento del ferro fluido che si trova nel nucleo esterno della Terra.

I poli geomagnetici del Nord e del Sud non collimano con quelli geografici: gli scienziati ,  hanno scoperto infatti che il polo nord magnetico si sta spostando progressivamente e sempre più rapidamente dal Canada alla Siberia. A partire dagli anni ’90 del secolo scorso lo spostamento è nettamente aumentato da 15 a ben 55 chilometri all’anno, una brusca accelerazione che potrebbe suggerire l’approssimarsi dell’inversione dei poli, sebbene al momento si tratti solo di ipotesi.

L’inversione del poli magnetici,  è un fenomeno naturale e l’ultima inversione completa è avvenuta circa 780mila anni fa:il rischio principale dell’inversione dei poli , è fondamentalmente basato sulla relativa e possibile disattivazione del nostro “scudo protettivo”. Anche se molti studi  condotti sui fossili di animali vissuti ai tempi delle precedenti inversioni,non hanno  registrato impatti sulla vita, il rischio esiste.

Il dottor Di Mauro dell’Istituto INGV , spiega in un articolo pubblicato da FanPage che  l’inversione non è un evento repentino, che avviene dall’oggi al domani, ma che impiega circa 4-5mila anni prima di concretizzarsi. Secondo l’esperto gli effetti di un inversione polare, potrebbero assomigliare anche se superiori, agli stessti effetti generati dalle tempeste geomagnetiche: potrebbero quindi risultare danneggiate le comunicazioni radio, i sistemi di navigazione GPS, satelliti e reti telefoniche.

A questo proposito ricordiamo L’ “Evento di Carrington” del 1859 dovuto ad una tempesta solare che distrusse le linee telegrafiche e causò alcuni incendi. Oggi, in un mondo tecnologico come il nostro, la stima dei danni è catastrofica. Tutto funziona on line e il pianeta subirebbe un immediato “arresto”. Tra le conseguenze dell’impatto del vento solare col campo magnetico terrestre ci sono anche le aurore polari che potrebbero verificarsi ben lontano dai poli: l’evento di Carrington, produsse un’aurora boreale  a Roma e alle Hawaii.

Di preoccupante non c’è solo l’inversione dei poli magnetici, ma anche l‘indebolimento del campo geomagnetico relativo alla cosiddetta Anomalia del Sud Atlantico . Si tratta di una specifica zona del campo magnetico terrestre caratterizzata da un’intensità sensibilmente inferiore rispetto al resto della magnetosfera. Persino i satelliti in quest’area rischiano di essere colpiti dalle radiazioni solari. Non sono note le cause di questo fenomeno, ma secondo uno studio presentato da alcuni scienziati dell’Università di Rochester sarebbe coinvolta” una vasta area di densa roccia sita al confine tra il nucleo esterno (liquido) della Terra e il mantello soprastante, più freddo e rigido”. Secondo quanto detto dal Dr. di Mauro, questo indebolimento potrebbe essere un segnale di un inversione polare in arrivo.

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