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Terremoti in Croazia: da Nikola Tesla alle Piramidi Bosniache, un viaggio alla scoperta di antichi misteri

Come potremmo spiegare la fortissima attività sismica in Croazia, iniziata a fine dicembre e attualmente in corso? Dalla Piana di Giza fino a Visoko in Bosnia Erzegovina, elettromagnetismo e fenomeni energetici.

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Come potremmo spiegare la fortissima attività sismica in Croazia, iniziata a fine dicembre e attualmente in corso? I terremoti in terra croata non sono affatto rari e sono fondamentalmente dovuti all’avanzata della placca africana verso la placca eurasiatica.

Area ad alto rischio sismico

L’intera area adriatica è infatti considerata ad alto rischio sismico e diverse regioni dell’entroterra possono essere attive in tempi differenti. Non si può infatti parlare di un collegamento diretto tra il terremoto del 22 marzo 2020 a Zagabria e quello del 28 dicembre a Petrinja, perché anche se gli epicentri sono abbastanza vicini, è evidente che sono interessate faglie e fenomeni diversi.

La differenza sostanziale tra i terremoti di Zagabria e quelli di Petrinja è che a Zagabria non ci sono stati terremoti precursori al sisma principale, seguito da una serie di scosse di assestamento di minore forza, mentre a Petrinja si sono verificate scosse sia prima del terremoto principale che in seguito. La maggior parte dei sismi vicino a Petrinja si è verificata in una zona di faglia che divide due grandi regioni, le Alpi Dinariche e la Pianura Pannonica, ma i terremoti di Banja Luka e Petrinja non hanno avuto le stesse cause.

Nella sequenza sismica di Petrinja infatti, ci sono stati due terremoti precursori e uno principale con conseguenti scosse di assestamento e le differenze sembrano dipendere da come l’energia è stata rilasciata nel sottosuolo.

Le Piramidi Bosniache e Ley Lines

Nel 2005 il Dr. S. Osmanagich scopre le prime piramidi europee nei pressi della cittadina di Visoko in Bosnia-Erzegovina. Se ci armiamo di pazienza e di una cartina geografica della zona, in modo molto elementare, scopriamo che tra Zagabria, Petrinja, Visoko e Sarajevo, esiste una linea retta perpendicolare perfetta che porta fino a Giza (Egitto).

Quando si parla di antichi siti archeologici sono sempre due le strade che possiamo prendere: quella accettata dalla scienza ufficiale che spiega come i nostri antenati erano mossi dal puro caso; o la seconda che ci dice invece che “nulla era lasciato al caso” e che essi avevano una visione complessiva del mondo e del suo posto nell’Universo. La teoria delle ley lines fa parte di questo secondo percorso.

Nel 1921, l’archeologo Alfred Watkins ebbe una grossa intuizione, durante uno studio su alcuni importanti siti archeologici britannici. Gli apparve chiaro che quei luoghi disegnavano un tracciato ben preciso. Ne dedusse quindi che la decisione di costruirli in un certo posto, e non in altri, non fosse stata dettata dal caso.

Oggi le ley lines non si trovano solo in Gran Bretagna, ma in tutto il mondo. Gli antichi sapevano bene quanto il magnetismo terrestre potesse avere influenza sul contesto: ad esempio, sulle proprietà possedute dall’acqua, o sulla fertilità del terreno. Ecco dunque che i percorsi effettuati dalle “linee magnetiche”, che sono influenzate anche dal movimento del Sole, della Luna e degli altri pianeti, potevano essere sfruttati al fine di convogliarne la grande energia, fisica e spirituale.

I nostri antenati conoscevano anche il Cielo e sfruttavano queste conoscenze  per decidere dove costruire un tempio o un monumento megalitico. La ley line più famosa disegnata seguendo questo criterio è quella di San Michele che congiunge in maniera perfetta diversi punti, dalla Normandia fino a Gerusalemme.

Ma torniamo alle piramidi di Visoko in Bosnia.

La scoperta di Osmanagic

Gli scavi archeologici di Osmanagic, condotti in seguito dalla Archaeological Park Bosnian Pyramid of the Sun Foundation da lui istituita, dividono la comunità archeologica internazionale. Ricche di mistero, le Piramidi bosniache hanno affascinato i ricercatori per la “straordinaria energia” che si sviluppa in questo luogo particolare.
Il Dr.  Osmanagic, in diverse interviste, rivela infatti che i nostri antenati avevano accesso a forme di energia oggi ancora sconosciute e incomprese che sono state misurate in cima alla Piramide del Sole, la più grande piramide del complesso bosniaco.

Il risultato più interessante è stato ottenuto registrando l’intensità della radiazione elettromagnetica a diverse altezze. In particolare, la registrazione è stata effettuata a una differenza di altitudine di 3,0 metri. Al livello più alto il risultato è stato di 40 mV e 3 metri più in basso di 30 mV. In altre parole, la potenza aumenta con l’altitudine! Ci sono due possibili spiegazioni per questo tipo di emissione.
La prima è che la sorgente della radiazione elettromagnetica sia localizzata al di sopra della piramide del Sole. Applicando la formula per la quale la potenza diminuisce con il quadrato della distanza, a 90 metri all’interno al centro della piramide la radiazione dovrebbe annullarsi; ma un tale scenario non coincide con le leggi della fisica e apre la possibilità che esistano sorgenti artificiali di energia appena al di sopra della piramide con tutte le relative e sensazionali conseguenze. Un’altra possibilità è che questa sia la prova pratica dell’esistenza dei fenomeni non-herziani di cui Nikola Tesla parlò più di 100 anni fa.”

I Campi di Torsione di Nikola Tesla

I fenomeni energetici di cui parla Osmanagic, chiamati “campi di torsione di Tesla” viaggiano più veloce della velocità della luce, senza perdere il potere di passare da corpi cosmici. Il Dr. Osmanagic parla dei dettagli di questa scoperta in un articolo sul Sarajevo Times:

I fenomeni energetici registrati sopra la Piramide del Sole a Visoko indicano una diversa definizione di piramide, rispetto alle spiegazioni convenzionali e dogmatiche. Le piramidi sono amplificatori di potenza che inviano e ricevono informazioni attraverso il sole. La scoperta dei Campi di Torsione di Tesla sulla sommità della Piramide del Sole in Bosnia, viaggiando più velocemente della velocità della luce, trattenendo l’energia passando per i corpi cosmici, impone il concetto dell’esistenza dell’Internet Cosmico che fornisce una comunicazione intergalattica quasi istantanea nell’Universo”.

Nikola Tesla, elaborando la teoria della “telegeodinamica” dopo aver scoperto le onde terrestri stazionarie, nel 1896, provocò accidentalmente un terremoto nella Città di New York usando un piccolo oscillatore meccanico. Quando l’oscillatore ricevette il segnale di ritorno di un sisma longitudinale o un’onda di energia sonora, aggiunse nuova forza al ritorno, e dopo alcuni minuti questa onda era cresciuta ad livello tale che le forze oscillatorie crearono dei piccoli terremoti locali.

Forme geometriche potenti e segnali elettromagnetici

Le strutture piramidali rappresentano una delle più potenti forme geometriche in termini di energia. Se localizzata infatti in un luogo particolarmente energetico, la piramide diventa un amplificatore di potenza. Sotto la piramide bosniaca del Sole, ci sono tracce di ferro (che genera un campo elettromagnetico), un flusso di acqua sotterranea ( che rilascia ioni negativi), e un secondo flusso d’acqua sotterranea profonda.

Il tutto permette la creazione di energia elettrica, insieme con la parte superiore. Inoltre, nell’area bosniaca esiste un forte magnetismo naturale. Sulla superficie della Piramide del Sole in Bosnia durante gli scavi archeologici, sono stati recuperati anche molti cristalli di quarzo. Il cristallo è presente nel tunnel, e probabilmente anche sotto la piramide. È noto che i cristalli di quarzo possono amplificare e ricevere energia e anche i tunnel sotterranei sono in grado di amplificare l’energia.

Terremoti e magnetismo

In diverse occasioni si è riscontrato che terremoti e attività vulcanica sono associati a variazioni o segnali, magnetici, elettrici ed elettromagnetici di origine naturale. Su questo argomento è disponibile una vastissima letteratura che tratta di sismo-magnetismo e/o vulcano-magnetismo. Negli ultimi decenni osservazioni effettuate in molte aree del mondo hanno permesso di raccogliere una grande quantità di segnali che mostrano variazioni elettromagnetiche associabili a eventi tettonici e vulcanici.

Gli studi effettuati sulla Piramide bosniaca del Sole, eseguiti dal Dr.  Oldfield, hanno dimostrato che i campi elettromagnetici generati sopra le piramidi hanno un orientamento più verticale, che si crede di essere un fatto insolito, dal momento che i modelli elettromagnetici che si verificano sopra formazioni quali colline naturali e montagne, di solito hanno un orientamento orizzontale. Il Dr. Oldfield ha registrato molto di più del previsto,  ovvero la presenza di forti campi elettromagnetici sopra la piramide.

Il team di Oldfield, ha registrato frequenze rilevanti rispetto a quelle predefinite, in particolare una frequenza di 28,4 kHz, che era stata misurata in diverse altre occasioni da ricercatori croati, serbi, finlandesi e esperti italiani. Questa particolare frequenza non viene usata nella nostra tecnologia. Sono state registrate a partire dal basso verso l’alto, frequenze di 50 Hz e la benefica frequenza della Risonanza di Schuman di 7.83 Hz ideale per la guarigione fisica, mentale e spirituale.

Sembra dunque che il complesso delle piramidi bosniache ha generato e generi ancora oggi questa frequenza, e che questa si rifletta su tutta la zona.

Visoko, Giza e la Cintura di Orione

La costellazione di Orione si compone di molte stelle, circa 130 visibili ad occhio nudo, ed è facilmente identificabile.
La cintura di Orione si credeva anche sede di una sorta di oltremondo, a cui anche gli uomini un giorno sarebbero ascesi. In particolar modo, quella era la destinazione del Faraone dopo la morte.

La necropoli di Giza si compone di un complesso formato da molte piramidi, dove sono tre le principali, quelle costruite dai faraoni  Cheope, Chefren e Micerino. Nel 1983 il ricercatore britannico Robert Bauval notò che le tre grandi piramidi di Giza erano perfettamente allineate con le tre stelle della Cintura di Orione. La scoperta di Bauval, non solo dimostrava una perizia costruttiva che trascende persino la già incredibile architettura delle Piramidi. Affinché l’allineamento delle tre Piramidi con la cintura di Orione risultasse coerente, bisognava pensare anche al momento esatto in cui le stelle erano allineate in modo perfetto.

Qualunque cosa si pensi delle teorie di Bauval, ormai sono troppe le prove del fatto che gran parte, se non tutti, i siti antichi erano orientati, in un modo o nell’altro, nel cielo notturno. Questo non si può attribuire al caso.

A cosa servivano dunque quelle imponenti costruzioni? E a cosa servivano le Piramidi Bosniache?

Nel 2012, in un progetto italiano, il Progetto Tau-T, sono state ridisegnate in una mappa completa del sito  le potenziali direttrici di allineamento tra i monumenti. L’esito è stato straordinario, poiché la configurazione ha restituito esattamente la forma dell’ Arco di Orione. Peraltro, Visoko si configura come la piana di Giza, presentando alcune caratteristiche analoghe quali ad esempio, la particolarità delle frequenze rilevate nei monumenti nonché la presenza di acqua nei loro pressi.

Forse delle piramidi di Visoko si parla ancora troppo poco mentre il sito archeologico bosniaco sta rivelando al mondo intero una realtà sempre più interessante. Non si tratta infatti di costruzioni casuali ma disposte secondo un proprio significato attraverso uno schema geometrico particolare diverso e quasi sicuramente astrale.

In conclusione, come sostiene il rabbino ebreo Ovadia Yuval quando parla del ritorno del Pianeta X…”gli scienziati ora farebbero bene a non cercare le cause dei terremoti e delle eruzioni nella Terra..ma nella Volta Celeste“.

di Monica Ellini