Trema la Caldera dei Flegrei e fa paura solo nominarla. Gli abitanti della zona sono stati svegliati nel cuore della notte da una forte scossa di terremoto. Un forte boato, vetri e lampadari che oscillano. Solo un assaggio della potenza del vulcano dei Flegrei.

I sismografi dell’Osservatorio Vesuviano hanno  registrato un evento tellurico di magnitudo 2.3 della scala Ritcher ad una profondità di circa un chilometro e ottocentro metri e con epicentro nella zona tra la Solfatara e i Pisciarelli alle ore 4,13.

La scossa sismica è stata immediatamente seguita da una seconda, registrata  alle ore 4,20,  di magnitudo 1.7.

Bradisismo o prossima eruzione?

Le scosse si sono manifestate a seguito di un altro evento sismico registrato la sera prima e avvertito anche nei quartieri a ovest di Napoli nonché dai residenti delle cittadine di Baia, Bacoli, quelli lungo la via Campana, così come pure nei piani alti dei palazzi di Arco Felice e Lucrino. Le scosse di stanotte invece  hanno interessato la zona di Pozzuoli alta, Agnano, Bagnoli, dei Pisciarelli e del lungomare di via Napoli a Pozzuoli.

I Campi Flegrei sono interessati da uno sciame sismico iniziato alle ore 15,09 di ieri che ha costretto i sismografi dell’Osservatorio Vesuviano a un lavoro straordinario. Sono state registrate 40 scosse  di bassa magnitudo,  oltre ai tre sismi rilevati tra ieri sera e stanotte.

È uno stato di allerta. I sindaci di Pozzuoli e Bacoli hanno dichiarato entrambi di essere in contatto con la sede di Napoli dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che monitora continuamente la situazione.

Una bomba a orologeria

La caldera dei Campi Flegrei è più vicina all’eruzione rispetto a quanto si pensi. È una bomba a orologeria.

Christopher Kilburn, Giuseppe De Natale e Stefano Carlino nel 2017 erano già arrivati a queste conclusioni, espresse in un articolo pubblicato su “Nature Communications”. Anche secondo quanto riportato da Lescienze.it;  in un modello elaborato da ricercatori dell’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Napoli e dell’University College di Londra; si parlava di un area che “sta entrando in una fase critica nella quale i fenomeni di sollevame  nto del suolo e di sismicità locale potrebbero diventare più intensi”. 

Un allarme concreto secondo Kilburn:

Le autorità devono essere preparate a un’eventuale eruzione“.

Di Monica Ellini