Identificati cinque ceppi del batterio Enterobacter,  a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS): i ricercatori sollecitano ulteriori accurate indagini, al fine di essere informati sulla continuità dell’esposizione in fase di microgravità, temendo potrebbe indurre pericolose mutazioni.

Il team guidato da Nitin Singh e Daniela Bezdan del Biotechnology and Planetary Protection Group , sta analizzando le genomiche degli Enterobacter raccolte nelle aree della stazione spaziale.

 Questo tipo di batteri è  diffuso sulla Terra, ed è associato ad alcune condizioni umane di malattia: artrite settica, osteomielite, infezioni dei tessuti molli e del tratto respiratorio inferiore . Alcuni di questi ceppi virali, presentano una resistenza antibiotica tenace. I campioni della ISS hanno rivelato che tutti e cinque i ceppi appartengono ad una singola specie, l’ Enterobacter  bugandensis .

I batteri riscontrati, hanno somiglianze con ceppi trovati fino ad oggi solo una volta : uno recuperato dal sangue neonatale in un paziente tanzaniano, un altro da un campione di urina di un neonato negli Stati Uniti, e il terzo da una donna di 72 anni con diversi problemi di salute.  La cosa più importante ora è capire subito se i ceppi trovati sulla ISS siano virulenti, altrimenti sarebbero una minaccia per la salute umana. In caso negativo, saranno in ogni caso monitorati e oggetto di studio per le future missioni spaziali.