Home Scienze Epidemie Vaccino Covid19 : il team di Oxford evidenzia incognite persistenti

Vaccino Covid19 : il team di Oxford evidenzia incognite persistenti

Studi precedenti hanno mostrato che la risposta immunitaria nei soggetti superiori ai 55 anni di età, è paragonabile a quella dei partecipanti più giovani allo studio, suggerendo che il vaccino funzionerà bene negli anziani. Ma il più ampio studio clinico ha finora pochi dati sugli anziani, perché hanno partecipato allo studio solo in seguito.

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Secondo un articolo pubblicato di recente su Nature, i primi risultati resi formalmente pubblici e riguardanti un ampio studio clinico sul vaccino COVID19 – suggeriscono che il vaccino è sicuro ed efficace.
I dati raccolti però evidenziano anche una lunga serie di incognite relative al regime di dosaggio più efficace e al reale impatto sulla popolazione anziana.

Il vaccino, sviluppato dall’Università di Oxford, nel Regno Unito, dall’azienda farmaceutica AstraZeneca a Cambridge, è stato monitorato attentamente, essendo quest’ultimo più semplice da distribuire rispetto agli altri due vaccini a base di RNA di Pfizer e Moderna che invece devono essere conservati a basse temperature.

Il team di Oxford è il primo – a pubblicare i risultati dei suoi studi di fase III in una rivista peer-reviewed mentre fino ad oggi i risultati sono stati divulgati esclusivamente attraverso comunicati stampa ufficiali.

I dettagli sono stati pubblicati su The Lancet https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32661-1/fulltext .

I risultati dello studio

Lo studio ha rilevato un vaccino efficace al 70% nel prevenire le infezioni sintomatiche da coronavirus. Il regime standard (due dosi della stessa forza somministrate a distanza di un mese), ha avuto un’efficacia del 62%, mentre il regime con una dose iniziale inferiore ha prodotto un’efficacia del 90%. Tuttavia, i ricercatori faticano a spiegare come si possa ottenere una maggiore efficacia da una dose iniziale più bassa e quindi sarà necessario un ulteriore studio per approfondire il precedente.

Inoltre, lo studio in questione non includeva nessuno di età superiore ai 55 anni, sollevando quindi perplessità sul fatto che l’efficacia maggiore sia un sottoprodotto dell’esclusione di un gruppo di età particolarmente vulnerabile al COVID19.

Non è attualmente chiaro quanto il gruppo di età superiore ai 55 anni trarrà beneficio anche dalla dose standard del vaccino: solo il 12% di quelli nel gruppo valutato per l’efficacia del vaccino aveva più di 55 anni.

Studi precedenti hanno infatti mostrato che la risposta immunitaria nei soggetti superiori ai 55 anni di età, è paragonabile a quella dei partecipanti più giovani allo studio, suggerendo che il vaccino funzionerà bene negli anziani. Ma l’ampio studio clinico ha finora pochi dati sugli anziani, perché sono stati introdotti nello ricerca solo in seguito.

I risultati pubblicati sono infatti dati provvisori di oltre 11.000 dei circa 24.000 partecipanti sottoposti allo studio e finché altri dati non saranno disponibili, i ricercatori non potranno sapere di più,  più sul vaccino negli anziani.